Martina Liverani

Martina Liverani

Cibo. È attorno a questa parola che ruota la vita di Martina Liverani, 41 anni, giornalista e scrittrice… di cibo, soprattutto.

“Ho scritto di tutto e per tutti, fino a quando, 5 anni fa, ho fondato Dispensa, magazine indipendente che racconta storie di chef, di prodotti e produttori, di cui sono editore”.
Martina è curiosa del mondo enogastronomico, ma non solo. Ama creare contaminazioni tra il cibo e qualcos’altro e tra qualcos’altro e il cibo. Ha l’urgenza di scoprire e raccontare. È una creativa che ha scelto come mezzo di espressione la scrittura. Fa più cose contemporaneamente, ha stimoli diversi e si annoia facilmente. È una produttrice di idee. La raggiungo al telefono e la sento vivace e frizzante.

Martina, scrivi praticamente tutto il giorno. Cosa?
Scrivo di cibo, nel senso più lato possibile. Il cibo è un mezzo per arrivare ad altro, è storia di persone, di prodotti, di luoghi, è un linguaggio universale. Sono nata in un negozio di generi alimentari: la mia prima finestra sul mondo. Il cibo ha sempre fatto parte della mia vita, dei miei rapporti, del mio tempo.
Ma non sono monotematica, quindi uso la scusa del cibo per fare altro, come Fame Concreta, progetto in cui, grazie al mondo enogastronomico, mi avvicino a quello della ceramica.

E oltre a questo, quali altre attività fai (per forza e per diletto)?
Viaggio molto per lavoro. Leggo, studio, ricerco, mi documento. Sto con le persone a cui voglio bene e cammino. Ho una vita intensa e mi piace.

Martina, sul tuo tavolo di lavoro c’è…

Il caos composto da appunti, libri, pennarelli, pastelli, una tazza di caffè o tè, qualcosa da sgranocchiare, un vaso di fiori. Mi piace condividere il grande tavolo su cui lavoro anche con collaboratori.

E sul tuo tavolo della cucina c’è…

Sempre qualcosa di fatto in casa (una marmellata, una torta, dei biscotti), la lista della spesa, un vassoio con frutta di stagione.

In Dispensa hai fuso le tue passioni: cibo, rivista, viaggi. Che lavoro c’è dietro questo semestrale?
Tanto lavoro non solo mio, ma di tutti i collaboratori (fotografi, traduttrice, art director…). Ci prendiamo sei mesi per realizzare con calma e bene i nostri progetti. Invitiamo il lettore a prendersi tutto il tempo per una buona lettura dopo che ci siamo presi tutto il tempo per una buona scrittura. Nei sei mesi precedenti l’uscita scambiamo idee, le mettiamo a punto, le modifichiamo…

Dispensa

credits Stefano Scatà

Il tuo CV vanta collaborazioni con Vogue, La Repubblica, Vanity Fair, Dissapore, Gambero Rosso, tra gli altri… quale ricordi con più emozione?
Anche dopo tanti anni, un po’ di emozione c’è sempre, specie sulla carta stampata. Che è il mio amore più grande.

Ricordi il tuo primo articolo?
Certo! Trattavo il fenomeno dei musical a New York in un pezzo pubblicato nel 2004 nel mensile Name.

Spoiler per chi non l’avesse letto: “10 ottimi motivi per non cominciare una dieta”. Ce ne dici uno?

La dieta non ti fa bella.

E poi c’è Fame Concreta. Come si realizza questo binomio, ossia mondo del cibo e mondo artigianale della ceramica?

Cibo e ceramica fanno parte della vita dell’uomo da sempre. Vanno a braccetto per tanti motivi: sono contenuto e contenitore; nella produzione del cibo e della ceramica ci sono materie che si trasformano, colori che mutano, processi avviati dal calore.



Completa:

– almeno una volta alla settimana non puoi fare a meno di mangiare: pizza;

- un’intervista impossibile che avresti dovuto fare: Leonardo da Vinci;

- a proposito di Dispensa, cosa non manca nella tua? La cioccolata;

- prepari o ti fai preparare da mangiare? Preparo, ma mangio spesso fuori;
– vino o birra? Vino;

- pasta o zuppa? Pasta;
– carne o pesce? 50% – 50%;

- coffee addicted? Assolutamente sì;
– quante tazze al giorno? Incalcolabili;
– zucchero o amaro? Amaro;
– la tua colazione preferita: caffè e una fetta di pane con la marmellata;
– nella tua borsa non può mancare (a livello alimentare): caramelle varie che abbino tra loro, tipo mou con lampone;
– giri molto, tante le esperienze che vivi. Quale incontro con quale persona ricordi con più emozione? A me piace incontrare i piccoli produttori, i pastori, i pescatori. Amo le storie vere e appassionate;

- e quale piatto sogni ancora di notte? Sogno una cassatina siciliana mangiata in una famosissima pasticceria a Noto.

Martina Liverani nei social:
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