Canal – il canal

Nicola Canal

Nicola Canal, “social”-mente conosciuto come Canal – il canal, oggi è un “mona importante”. Ma come è arrivato a questo ruolo? Vediamo le tappe. Il Canal nasce nel Trevigiano nell’Anno Domini 1986, studia al Liceo scientifico e, in cuor suo, sogna di fare l’attore. Frequenta l’Accademia d’Arte Drammatica “Nico Pepe” di Udine, perché sin da piccolo si fa riconoscere come saltimbanco in classe, a catechismo, in situazioni pubbliche. “Il prete del paese mi ha sempre detto che da grande avrei fatto il clown”. E forse questo prete ci ha visto lungo. Il Canal non è un clown, ma una persona che sa far ridere e riflettere con ironia sì o, per usare un’espressione a lui (al Canal, non al prete, ben s’intende) molto cara, oggi è proprio un “mona importante”.
Lo contatto al telefono e la telefonata tra veneti scorre via facile.

Canal, da cosa è partito tutto?
Da buon Veneto non ho mai fatto il passo più lungo della gamba. Il primo video l’ho girato quando ho firmato un contratto a tempo indeterminato con un’azienda. Per festeggiare, quel giorno ho iniziato a girare dei video in dialetto veneto nei miei social privati. Ho visto che la cosa andava bene, e così ho iniziato a farne altri. Insomma, di giorno lavoravo, di notte ideavo e montavo video. Poi è arrivato il lavoro in radio (Bellla e Monella, ndr) e così prima ho chiesto l’aspettativa e, alla fine, mi sono licenziato e ho iniziato a fare video con l’idea di trasformare questo in un lavoro.

va in mona

Ma ai genitori come spieghi il tuo lavoro?
I miei si sono ora abituati all’idea che io voglia fare l’attore, ma all’inizio erano un po’ restii. Quando hanno visto l’impegno, la fatica, i sacrifici che metto in quello che faccio, hanno iniziato a rispettare profondamente i miei sogni. Hanno capito che quello che faccio è un lavoro vero e proprio. Per un Veneto solo se fai fatica significa che stai lavorando. Se non fai fatica, non è un lavoro vero.

In uno dei recenti eventi a cui hai partecipato (premiazione di Ristoranti Che Passione), hai raccontato dei tuoi provini a Roma per diventare attore, del tuo accento veneto che ti veniva fatto notare e del tuo orgoglio si sentisse ben marcato. In un mondo sempre più internazionalizzato, fatto di “meeting, spoiler, call,…”, è bene ricordarsi e andare fieri delle proprie origini?

Moltissimo. Sono fortunato, perché sono arrivato in un momento di rivoluzione culturale, credo partita dal cibo. La gente ha iniziato a tornare al km zero, alla tradizione, alla dieta mediterranea… e questa filosofia del ritorno alle origini si è trasferita in molti altri aspetti, anche nella lingua. Del resto, per poter essere competitivi bisogna distinguersi. Cosa c’è di meglio che distinguersi con qualcosa di naturale, come le proprie origini?!

Canal il Canal

Come ti relazioni con la tua terra natale?

Devo ammettere che ho delle mancanze con la mia terra. Non ne conosco tutti i caratteri. Terminato il liceo, ho vissuto 3 anni a Roma, 3 anni a Torino, 3 anni a Milano. Rispetto a un Veneto che è rimasto sempre in Veneto, ho una visione più esterna, ho un occhio critico verso la mia terra. Ne conosco i pregi e difetti, e vedo che i primi superano i secondi.

Video ironici, ma anche critiche velate. Quali sono gli obiettivi che ti proponi con i tuoi video e quali i messaggi che vuoi trasmettere?

La mia pagina si chiama Canal – il canal, parla del Veneto, e il fine ultimo è quello di poter parlare della mia terra distruggendo lo stereotipo del veneto tontolone.

Canal modello

foto di www.fashionteam.it

L’ironia e la comicità… da chi le hai prese?

Da tutti i parenti. Siamo così di natura.

Fai il “mona”, ma con intelligenza. C’è chi lo capisce e lo apprezza molto. E quelli che non lo capiscono… Cosa diciamo loro?

Quelli che mi vogliono bene guardano il video una volta. Quei pochi che non mi vogliono bene o pensano che il mio personaggio sia solo un mona, in realtà guardano il video due volte: la prima per curiosità, la seconda per criticarmi. Quindi, in realtà, li ringrazio per la doppia visualizzazione!

Canal

foto di Luca Bianchin

Completa:

- il tuo piatto veneto preferito: polenta, soppressa e funghi;
– il tuo vino veneto preferito: di cuore ti dico Prosecco, perché sono nato e cresciuto nel Comune di Valdobbiadene e sono stato mantenuto dal Prosecco. Nel bicchiere di vino di Prosecco c’è, quindi, la mia vita;
– la tua parola / frase veneta del cuore: Fa’ Puito. Mio papà me lo ripeteva sempre quando ero piccolo e tuttora me lo dice. Lì, dentro a quella frase, c’è un mondo di raccomandazioni e di attenzioni.;
– l’evento veneto di cui vai più orgoglioso: la Fiera di Santa Lucia, nella Marca Trevigiana tra le colline del Prosecco e il bacino del Piave, a cui mio papà partecipava tutti gli anni. Poi, un evento figo è il Vinitaly.

Situazione:
 ti vengono regalati ettari ed ettari di terra. Cosa ci fai?

Io ho studiato per fare il mona importante, mi troverei ad occuparmi di una cosa che non conosco bene. Però mi circonderei di professionisti per gestirla al meglio. E cercherei di trovare il metodo migliore per amministrarla senza venderla, perché la terra continua ad essere sicura, mentre il mona importante chissà per quanto riuscirò a farlo.

trattore Canal

Il Canal tra 10 anni: dove sarà? Cosa farà? Avrà ancora il baffo?

Il baffo non posso toglierlo se faccio il mona importante. Sarei disponibile a toglierlo per girare un film. Quindi tra 10 anni spero di girare un film.

Canal – il canal nei social:
https://www.facebook.com/pg/Canalilcanal/
www.youtube.com/c/canalilcanal
https://www.instagram.com/canalilcanal/

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