Giulia Stenghele

Giulia Stenghele

Il liceo artistico, poi architettura, poi grafica. Affascinata dalle arti grafiche e dalla comunicazione in generale sin da bambina, Giulia Stenghele è così: creativa, eccentrica, chiacchierona, una bomba ad orologeria dalle mille idee.

“Ho anche una parte di me piuttosto “piccola” e impacciata, lo dico per par condicio”.
Giulia è una giovane ragazza di 35 anni, originaria di Pedescala, frazione del Comune di Valdastico (Vi), che ha preso in mano una tradizione che sta scomparendo: la tipografia. Ha seguito le orme di suo papà e ora è a capo della Stamperia Stenghele.

Stamperia Stenghele

Cosa ti ha trasmesso il papà e cosa ti affascina di questo mondo, tanto da averne fatto la tua professione?
Mio papà mi ha trasmesso l’amore per la storia e per le storie: mi ha sempre insegnato a parlare coi vecchi, ad ascoltare i loro racconti.

Lui è “ossessionato” dalla memoria, dalle cose che non devono andare perdute.

L’arte tipografica sta scomparendo e il mio intento è quello di far capire a grandi e piccini che la stampa a caratteri mobili è stata una meravigliosa invenzione, che ha permesso di divulgare maggiormente la cultura (prima i libri erano rari e molto più difficili da riprodurre).

Con quel piglio di freschezza che ti caratterizza, hai fatto di questa stamperia un laboratorio, uno studio grafico, una fucina creativa. Tante le attività che fai e proponi. Ce le racconti?
L’idea è quella che col tempo la stamperia possa diventare un piccolo polo di riferimento nella valle dell’Astico (e oltre) per chiunque voglia FARE e promuovere il territorio. Quello che faccio io è proporre attività ludico/espressive per ragazzi (fotografia naturalistica, percorsi guidati alla scoperta del territorio, attività creative, etc…) e attività artistiche per adulti (calligrafia, scrittura creativa, Facebook per aziende e attività commerciali, incontri con illustratrici, momenti dedicati alle “sorie de sti ani”, etc…).

attività ludiche

Completa:
– Che macchinari usi ancora oggi?
L’unico macchinario che ho qui (la produzione l’abbiamo a Thiene) è la STELLA, una vecchia macchina in ghisa che mio papà tiene come un oracolo. La teniamo sia ad uso didattico, sia per fare dei lavori particolari (soprattutto letterpress o le partecipazioni in stampa tradizionale).

– Quale attività sogni di fare? Mi piacerebbe che il Comune capisse che per loro posso essere una risorsa (non ho la pretesa di essere l’unica). Mi piacerebbe fare degli incontri per bambini e famiglie nei luoghi interessanti di Velo d’Astico: l’Eremo di Meda, la Pieve di S. Giorgio e altri meravigliosi luoghi storici.
– Quale settore vorresti aggiungere nella tua già variegata proposta? La stamperia è stata per anni una tipografia “pura”: sì, c’era la grafica, ma si stampava in modo tradizionale. Io, in 6 anni, ho stravolto completamente l’attività. Ho esternalizzato la stampa, introdotto i corsi e fatto moltissimi cambiamenti. Quello che vorrei, sarebbe arrivare ad essere riconosciuta come studio grafico e laboratorio corsi. In questo momento ho la necessità di togliermi di dosso quello che la stamperia è stata per anni. Ho bisogno che gli altri vedano un’identità che io già sento.

Il tuo font preferito?
È come chiedermi quale onda del mare preferisca 🙂

Mi piacciono i font in generale, ma il sapore della stampa di un classico “Bodoni” (disegnato da Giambattista Bodoni nel 1798), o di un “inglese”, ha un fascino senza tempo.

Il tuo prodotto tipografico preferito?
Io, personalmente, amo le partecipazioni in stampa tradizionale.
Il matrimonio è un momento speciale per una coppia e poter fornire un prodotto di qualità mi rende felice. I futuri sposi possono scegliere tra i tantissimi cartoncini, il colore dell’inchiostro, i caratteri da usare… Poi mi piace moltissimo quando un lavoro è impaginato bene: coi margini giusti, con gli spazi corretti. Il lavoro grafico ha dei codici ben precisi, che non mi hanno mai insegnato a scuola, ma che ho imparato da mio papà (fa questo lavoro da 53 anni).

Il tuo odore preferito in Stamperia?
La carta, la sua consistenza, l’odore delle pagine dei libri.

stampa

Qual è tua “azione” preferita e con quale macchinario la esegui?
Mi piace alzare il foglio appena stampato per vedere il risultato ottenuto.

E poi hai un sogno che speri possa trasformarsi presto in realtà: una guida per famiglie sul territorio della Valle dell’Astico. Dove sei arrivata fino ad ora? Che step ti mancano?
Con una collega (Desirée), sto realizzando una guida turistica pensata per le famiglie, con percorsi semplici e panoramici percorribili anche dai più piccoli, che riguarda i territori della Valle dell’Astico e della Val Posina.
È un bel libro comprensivo di: 30 percorsi, 3 storie illustrate, l’elenco di “dove mangiare/dormire” e i luoghi di interesse, pieghevole con “compostela” e possibilità di timbrare i percorsi fatti (con riconoscimento finale). Penso che la giuda possa diventare un veicolo utile sia per far conoscere alle famiglie le potenzialità di un luogo ricco e bello, come il nostro, sia per promuovere indirettamente quelle che sono le strutture ricettive presenti nel territorio.

Altri sogni da realizzare?
Un sogno semplice: un bel giardino a casa mia.
Un sogno ambizioso: che il mazzo tanto che mi sto facendo abbia un senso! Mi piacerebbe far crescere questa realtà, che venga riconosciuta ed apprezzata.

Cosa consigli ai giovani appassionati di tradizioni “antiche”?
Consiglio loro di insistere: il messaggio base è sempre “la memoria”, ciò che siamo è perché “siamo stati”.

Giulia e Stamperia Stenghele nei social:
https://www.facebook.com/stamperiastenghele/

8 thoughts on “Giulia Stenghele

  1. Apprezzo tantissimo l’impegno e il coraggio di questa ragazza, ma rimango perplessa nel leggere prima “ha preso in mano una tradizione che sta scomparendo: la tipografia” e “L’arte tipografica sta scomparendo e il mio intento è quello di far capire a grandi e piccini che la stampa a caratteri mobili è stata una meravigliosa invenzione” e poi “Quello che vorrei, sarebbe arrivare ad essere riconosciuta come studio grafico e laboratorio corsi. In questo momento ho la necessità di togliermi di dosso quello che la stamperia è stata per anni.”

    Da quello che capisco, ha preso in mano la tipografia perché è un mestiere che sta scomparendo e che vuole trasmettere, ma ora stampa altrove e vuole essere conosciuta solo come grafico. Non mi sembra molto lineare, ma complimenti comunque.

    • Buongiorno Erica, la ringrazio per il commento, mi da lo sputo per spiegare meglio la cosa.
      Da anni lavoro con enti e scuole per far conoscere ad adulti e bambini il mondo della stampa tradizionale con i caratteri di legno: da un paio d’anni lo faccio anche presso la sede della stamperia a Seghe di Velo.

      Ovviamente se parliamo di prodotti come manifesti, brochure, cataloghi etc…non mi affido certo alla stampa tradizionale (se non per le partecipazioni, se richiesto), ma ad altre metologie di stampa più moderne; per questo abbiamo la produzione in un altro stabilimento.
      A Seghe di Velo abbiamo ufficio grafico e laboratorio corsi.

      La aveste della stamperia è stata rivoluzionata da diversi anni e sinceramente non vedo incoerenza nelle parole dell’intervista, ma soltanto la voglia di far vedere questo cambiamento.
      La ringrazio e le auguro una buona giornata
      Giulia Stenghele

      • Spero di darle più uno spunto che uno sputo 😉
        Scherzi a parte, la ringrazio per la gentile risposta.

        Confermo i miei complimenti per il lavoro svolto e per l’impegno.
        Posso chiederle quanti macchinari ha nello stabilimento distaccato e quanti dipendenti ci sono nella sua piccola impresa? Trovo che alla sua giovane età, gestire tutto questo sia davvero ammirevole.

        Spero che il suo Comune possa darle le attenzioni che merita. Sarebbe davvero un peccato non valorizzarla come risorsa interna. Sono certa che sarebbe in grado di promuovere il territorio con un occhio di riguardo che altri non avrebbero. Non ci si improvvisa professionisti, ma lei mi pare proprio che lo sia.

          • Abito a Lonigo e mi è viene un po’ scomodo venire in azienda da lei solo per ricevere la risposta a un commento.

  2. “Quale attività sogni di fare? Mi piacerebbe che il Comune capisse che per loro posso essere una risorsa (non ho la pretesa di essere l’unica). Mi piacerebbe fare degli incontri per bambini e famiglie nei luoghi interessanti di Velo d’Astico: l’Eremo di Meda, la Pieve di S. Giorgio e altri meravigliosi luoghi storici.”

    Ma non è stata la Stamperia Stenghele, nel 2018, che ha organizzato La Pieve dei Bambini a S. Giorgio, L’Eremo dei Bambini a Meda e La Corte Longobarda con la collaborazione e il patrocinio del Comune di Velo d’Astico?
    Perché allora parla come se il Comune non la considerasse e come se queste attività siano progetti ancora da realizzare?

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