Gabriella Centomo

GabriellaCentomo

Ha festeggiato 30 anni di vita sabato 7 settembre scorso, negli spazi della Fiera di Vicenza, al termine della prima giornata dell’edizione Vicenza Oro 2019. È Fair Line, una fra le aziende orafe più prestigiose del distretto di Vicenza. A sintetizzarci questo trentennio la sua fondatrice, Gabriella Centomo.

Come riassumerebbe, Gabriella, questi 30 anni di Fair Line?
Con due parole: dedizione e determinazione.
Avrei voluto arrivare ai 30 anni con numeri più grandi rispetto agli attuali, ma mi posso ritenere comunque molto soddisfatta. Alla Convention per i 30 anni ho dato due input: passare all’aumento del fatturato e dare spazio ai giovani.

30 anni Fair Line

Gabriella: fondatrice e imprenditrice, nonché donna coraggiosa che si è contraddistinta sul mercato per le sue doti di affidabilità, fair play e correttezza.
Se lei è così, com’è la sua azienda?

Il nome Fair Line è lo spirito stesso dell’azienda. Negli anni ’90 partire con il piede giusto e dare all’azienda la direzione della correttezza è stato molto importante per me. Gli stessi clienti e fornitori, tuttora, premiano questo valore. Gli ingredienti della nostra azienda sono sempre stati professionalità, dedizione al cliente e al lavoro, serietà e correttezza, fair play nei confronti di tutti gli stakeholders. L’onestà prevale su tutte le altre competenze.

mondo orafo

Da dove arriva la sua passione per il mondo orafo e come vive, da questo punto di vista, la sua relazione con Vicenza, la città dell’oro?
Nasco professionalmente come segretaria di uno studio legale, che mi ha formata tantissimo. Ma l’educazione imprenditoriale con cui sono cresciuta (entrambi i genitori di Gabriella sono imprenditori, ndr) si è sempre fatta sentire. A un certo punto mi sono ammalata: il mio corpo mi stava dicendo che il lavoro da dipendente non faceva per me. Il caso ha voluto che entrassi nel mondo dell’oreficeria, in cui lavoro con ambizione e con il gusto di fare le cose bene.
Ho sempre tifato per Vicenza. Ho avuto ruoli di rappresentanza importanti, sono stata nel CdA della Fiera, e ho sempre lottato per lei. Per fortuna la fiera è stata venduta e le sue sorti sono state risollevate, perché qui, nella nostra città, non abbiamo mai avuto persone lungimiranti che avrebbero potuto gestirla in maniera ottimale.

Gabriella Centomo con il figlio Giulio
Gabriella Centomo con il figlio Giulio

Sfide difficili, negli anni, poi trasformate in opportunità. Ad esempio, la scelta di entrare, quasi pioniera, nel mercato dei 14 carati nel 1992. Ci spieghi.
Amo la geopolitica. Con la caduta del muro di Berlino, l’apertura e il risollevamento dei Paesi dell’Est europeo, l’arrivo dei primi polacchi e ungheresi in fiera che chiedevano il titolo 14 carati, ho scelto di virare verso questo mercato. Una direzione presa anche a seguito di una grave truffa subita. Stavo azzerando il capitale, mi stava cadendo il mondo addosso. Da lì, da una perdita (Natale del 1992 piangevo nella mia vasca da bagno) e dal sostegno dei fornitori, ho deciso di convertire il magazzino da 18 a 14 carati, coltivando anche quei piccoli segnali in arrivo dai Paesi dell’Est.

parure

C’è un mondo che corre, là fuori. Come tiene il passo?
Io non ho né le competenze, né le conoscenze, né la velocità che avevo una volta. Ho deciso, così, di lasciare spazio a tre giovani (età media 30 anni) con competenze che non avevo in casa e oggi necessarie per comunicare: due giovani assunti per lavorare nel digital e una per l’export management, formati da uno psicologo del lavoro per un anno, perché credo nell’investimento sulle persone.

Come va il mondo orafo oggi?
Nota dolente. I giovani non comprano oro.
Ma facciamoci un mea culpa: noi della categoria non abbiamo passato il messaggio che “comprare oro significa comprare anche un asset finanziario”. Ci sono poi i problemi sicurezza e costi, e una bigiotteria che dilaga. La cultura dell’oro sta venendo meno. Io ho la fortuna di lavorare ancora per Paesi che tendono a tesaurizzare.

Che “potere” hanno, per lei, i gioielli?
Avere un accessorio che vale, gratifica.

modella oro

Se lei fosse un suo prodotto, quale sarebbe?
Un paio di orecchini. È più immediata la loro bellezza rispetto a un altro gioiello.

orecchini

30 anni di azienda. Che regalo fa alla sua Fair Line?
La mia disponibilità.

Obiettivi per il futuro imminente?
Arrivare ai 10 milioni di fatturato nell’arco di 3 anni.

collana

Donne e oro, binomio interessante?
Binomio sicuramente interessante e in crescita. Sono tifosa delle donne, perché affidabili, precise, efficienti di natura, anche se il mondo orafo rimane dominato dagli uomini.

Gabriella, si sente soddisfatta?
Assolutamente sì. Vorrei essere più brava, ma nessun rimpianto, anche perché tutto quello che potevo dare e fare, l’ho dato e fatto.

Centomo Fair Line

Fair Line nei social:
https://www.facebook.com/fairlinevicenza/

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