hoppípolla

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Una box mensile a sorpresa che contiene prodotti nati nell’ambito della cultura indipendente.

Si chiama hoppípolla ed è nato dalle menti di Paola e Simona, che si occupano dello scouting e dello sviluppo dei prodotti in collaborazione con i creativi, di Nicola, ingegnere che per il progetto si occupa di tutti gli aspetti tecnici, dalla logistica al sito, e di Francesco, responsabile del marketing. È proprio Francesco Rellini (nella foto il primo a sinistra) a raccontarci qualcosa in più.

Francesco, intanto vediamo gli step fatti fino ad ora…
L’idea è nata nell’estate 2016 e a dicembre 2016 abbiamo lanciato la prima box pilota. Nei primi sei mesi del 2017 abbiamo testato e perfezionato la proposta e da metà 2017 abbiamo rilanciato hoppípolla in una veste migliorata. In due anni abbiamo attivato tante collaborazioni, con illustratori, case editrici indipendenti, festival e designer e nei prossimi mesi speriamo di annunciare altre novità.

Ok, ma perché avete sentito la necessità di far nascere questo progetto?
A monte c’era l’esigenza di creare un canale di distribuzione per creativi indipendenti nell’ambito del design, dell’illustrazione, dell’editoria, che talvolta non riescono a raggiungere il loro pubblico, perché concentrati sull’aspetto creativo e sullo sviluppo dei loro progetti, e meno sulle modalità e strategie da attivare per arrivare all’utente finale.

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hoppípolla è un termine islandese traducibile in “saltare nelle pozzanghere”. Perché dargli questo senso?
L’ispirazione è venuta dal titolo di una canzone dei Sigur Ros. Il motivo per cui abbiamo scelto questa parola è che a questo gioco di saltare nelle pozzanghere è associata sempre una sensazione di felicità. È un concetto intraducibile in italiano, ma è associato a quel senso di meraviglia che vogliamo trasmettere ogni mese attraverso hoppípolla.

Come scegliete i contenuti delle box? Riunione? Idee lasciate su una lavagna?
Con un certo anticipo scegliamo il tema che farà da filo conduttore, l’ideazione dei singoli prodotti avviene tramite un continuo confronto e una continua ricerca, di cui si occupano in particolare modo Paola e Simona.

L’hoppípolla meglio riuscita ad oggi?
Sicuramente la box dello scorso agosto, dedicata al “back to school” e quindi perfetta per i tanti appassionati di cancelleria: conteneva un quaderno, un kit di matite spiritose, un temperino di ottone e un bel libro edito da Black Coffee.

Il feedback meno buono?
Dato che il contenuto delle box è a sorpresa c’è sempre il rischio che un singolo prodotto non incontri il gusto di chi lo riceve: il bello del progetto è però anche questo, perché permette di mettersi in gioco, di sfidare i propri gusti, permettendo così di scoprire anche progetti a cui magari non si sarebbe data la giusta attenzione.

L’oggetto che ha suscitato più interesse?
A gennaio 2018 abbiamo inserito un fantasmino in ceramica di Studio Arhoj che a qualcuno ricordava un sex toys. Sinceramente non avevamo previsto di generare una tale attenzione attorno a questo oggetto, ma è stato interessante osservare le reazioni dei clienti e dei followers: tanti lo hanno adorato, alcuni hanno iniziato una collezione, ma c’è stata anche una cliente che ci ha scritto che lo avrebbe nascosto in un cassetto.

E adesso su cosa state lavorando?
Stiamo iniziando a lavorare sulla programmazione del 2019 e da gennaio saranno introdotte alcune novità all’interno della box. E poi stiamo mettendo in cantiere i prossimi progetti editoriali, ma è ancora presto per parlarne!

Completa:
– l’artista con cui vorreste collaborare?
– l’oggetto che vorreste inserire?
– l’oggetto che… vorrei, ma non posso?
Non possiamo rispondere a questa domanda, perché siamo un po’ superstiziosi: se lo diciamo, poi il desiderio non si avvera!

In che percentuale funziona, secondo voi, l’effetto sorpresa?
Funziona forse per il 50% dei clienti: l’effetto sorpresa è la componente che spinge le persone ad avvicinarsi in un primo tempo a hoppípolla. Ma poi ci deve essere anche un interesse per le tematiche che proponiamo, per il genere di realtà che coinvolgiamo, e una passione per i prodotti illustrati.

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Come vorreste potesse evolversi questo progetto?
Il progetto si sta evolvendo in modo naturale: da semplici distributori già siamo diventati produttori di oggetti illustrati. Il prossimo anno chissà dove ci porterà!

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