Eriko Miyakawa

Eriko

Il 16 novembre 1971, a Chiba, in Giappone, nasce Eriko Miyakawa. E fino a 21 anni rimane a vivere in questa cittadina a sud-est di Tokyo. Cresce circondata dai fiori: le rose coltivate da papà da una parte e l’ikebana (arte della disposizione dei fiori recisi) praticato da mamma e sorella dall’altra. Molti i ricordi di lei bambina sono legati alle composizioni floreali.

Eppure la voglia di conoscere il mondo e di viaggiare spinge, nell’inconscio, così tanto, da portarla presto a Londra, dove conosce quello che diventa il suo partner, un vicentino.

amore

Per amore si trasferisce in Veneto, nel 1995. A Vicenza lavora come parrucchiera e per un periodo, a Verona, si occupa di selezione di fiori e vestiti in un negozio. Proprio lì scatta la scintilla:

Ho conosciuto un fiorista di Amsterdam. Nelle composizioni aveva uno stile particolarmente maschile e la cosa mi piaceva.

La passione per i fiori ritorna prepotente e si fa concreta, con l’apertura di un laboratorio condiviso con artisti e professionisti.

flower designer

Incontro Eriko in una tiepida mattina di metà ottobre, in centro a Vicenza, a pochi passi da quello che è stato il suo spazio di flower designer (ora luogo associativo) e parlo con lei di “ricominciamenti”, di fiori e di svolte.

Eriko, come è nata questa passione per i fiori?
Di base dalla mia famiglia. Mio padre ama follemente le rose. In un pomeriggio di forte pioggia è arrivato a fissare un ombrello su una rosa bianca, che lui amava in maniera particolare, per proteggerla. Inoltre, mentre lavoravo nel salone di bellezza, a Vicenza, ero solita dilettarmi in composizioni floreali settimanali. È lì che i clienti hanno iniziato a chiedermi allestimenti per loro. Così ho deciso di aprire partita iva e il mio laboratorio nella città palladiana, tra il 2017 e il 2018, ora trasformato in un’associazione dove tengo, assieme ad altre donne, dei corsi.

fiore

Ricordi ancora il tuo primo cliente importante?
Certo, come dimenticarlo. Mi contattò lo chef Lorenzo Cogo di El Coq per commissionarmi i centrotavola del suo locale fronte Basilica palladiana.

Cambia il linguaggio dei fiori dalla cultura orientale a quella occidentale?
Non molto, perché i fiori trasmettono sempre un messaggio di bellezza. C’è un fiore, però, il cui significato cambia dall’Occidente all’Oriente: il crisantemo nel mondo occidentale è “il fiore dei morti”, mentre nella cultura orientale rappresenta la vita e la prosperità.

Quanto Giappone c’è nella tua attività? E quanta Italia?
La pulizia e la linearità sono caratteri prettamente orientali. Ma se mi chiedono di pensare a un allestimento floreale per un matrimonio in una villa palladiana, non posso essere minimal, quindi mi adatto e mescolo più stili. Cerco di immaginare composizioni vive e dinamiche. Nelle mie creazioni a volte spunta qualche oggetto di uso quotidiano, talvolta anche kitsch, come dei piccoli dinosauri.

dinosauri

Perché questa scelta?
Voglio far sorridere e dare a ogni mia creazione un’unicità irripetibile. Anche casa mia la decoro così. Sono rimasta, nell’animo, un po’ infantile, ironica e giocosa. Non mi voglio prendere troppo sul serio e non voglio cadere nel romanticismo. Per questo amo dare alle mie decorazioni di interni un tocco maschile, facendo ampio uso di materiali industriali, come ferro e ruggine.

industrial

Quindi che stile ti contraddistingue?
Amo mescolare diversi stili, con una predilezione per l’industrial style. Mi piace rispettare la stagionalità dei fiori e delle piante, ed esaltare, in ogni mio lavoro, le loro caratteristiche di forma, colore e profumo.

mix

Come ti muovi nelle commissioni?
Prima di tutto studio il luogo, lo spazio a disposizione, e da lì inizio a realizzare mentalmente e fisicamente la composizione. Il mio lavoro dipende molto anche dalle richieste di clienti e dalla tematica. Una regola importante che rispetto sempre: non mescolare troppi colori.

composizioni

Da cosa ti fai ispirare?
Dai viaggi, dai giochi con i miei bambini, da una passeggiata al parco.

Completa:
– il tuo fiore preferito:
dipende dalla stagione. Il mio fiore preferito ora è quello dell’Amaranto, dal vivido colore rosso. Mi piace, in primavera, l’Allium, anche se non ha un buon odore;


– la tua pianta preferita: uso molto piante ricadenti, da mettere sulle mensole alte;


– il fiore / la foglia / la pianta che non può mancare negli allestimenti: mi piace il piumoso, anche se non deve emergere come elemento principale, ma deve esserci nella composizione per conferirle morbidezza. Negli allestimenti mi piace inserire anche il muschio.

terrarium

Quali saranno i prossimi laboratori che proporrai nel tuo spazio associativo?
A dicembre quelli di composizioni natalizie e realizzazione di ghirlande. Per maggiori informazioni è possibile scrivere a info@eriko.it e ortoculturale@gmail.com

allestimento

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