Baron Bishop

Baron Bishop Parfums

Mary Heidrich: nata nel 1966 a Winter Park, in Florida, la più piccola di 12 fratelli. Laszlo Etro: nato il 26 aprile del 1993 a Orlando, in Florida. Loro, insieme, “sono” Baron Bishop Parfums, un’avventura profumata condivisa da una madre e un figlio, frutto di incontri olfattivi.

Intrigata dalla loro realtà, li contatto per conoscerli meglio.

Mary, Laszlo, raccontatemi della vostra vita “prima” di Baron Bishop Parfums.
Mary: Ho studiato all’Aiglon College in Svizzera e poi ho deciso di proseguire il mio percorso di studi all’università di Sara Lawrence, a New York. Un anno dopo mi sono resa conto di non aver fatto la scelta giusta, così ho cambiato percorso di studi e mi sono iscritta alla Pearson School of Design di Manhattan, dove mi sono laureata in Economia aziendale – Marketing e Merchandising. Nel 1992 mi sono sposata con un milanese dal quale ho avuto 3 figli. Con il più grande di loro, Laszlo, ho fondato Baron Bishop Parfums. Prima della nascita di Baron Bishop Parfums ho lavorato ad altri progetti: Bizywoman (magazine online interamente dedicato alle donne), Heidrich Guabello (brand di scarpe di lusso) e Majan (brand di profumi).

Mary Heidrich

Laszlo: Sono cresciuto a Milano, dove ho frequentato la scuola inglese (Sir James Henderson School). Quando avevo 16 anni mi sono trasferito in Inghilterra ed è lì che mi sono diplomato. La mia grande passione è l’arte, ed è proprio attraverso essa che mi sono avvicinato al mondo del lavoro. Ho lavorato prima nella galleria di Villa Panza e poi alla Sotheby’s di Londra, nel dipartimento Old Masters. Nel 2014, insieme a un mio caro amico, ho aperto un’etichetta discografica: Antidote World. Questo progetto è durato due anni. Tre anni fa ho deciso di tornare a Milano, città dove mi sono avvicinato per la prima volta al mondo dei profumi.

Laszo Etro

Quindi da quale intuizione è nato Baron Bishop?
Il nostro desiderio è quello di voler intraprendere un’avventura unica, trasmettendo emozioni olfattive e visive attraverso la creazione di fragranze e l’arte dello storytelling dei luoghi a cui sono ispirate. Le nostre fragranze sono dunque il mezzo attraverso il quale intraprendere questa nuova avventura e, al tempo stesso, lo strumento che permette a coloro che le indossano di esaltare la propria individualità, perché ogni composizione è unica e di nicchia.

Perché questo nome, Baron Bishop?
Il nome si deve a Francis Xavier Heidrich, padre e nonno dei fondatori. Nel 1937, quando aveva solo 17 anni, gareggiava al Daytona Beach and Road Course, uno dei primi tracciati dove si svolgevano gare NASCAR. Per evitare di essere scoperto da sua mamma, Francis prese in prestito il nome di un amico: Baron Bishop.

Come vi siete avvicinati al mondo dei profumi?
Arrivati a un certo punto delle nostre carriere lavorative abbiamo deciso entrambi di cambiare settore, avvicinandoci così a quello dei profumi. Nel 2015 abbiamo lavorato e sviluppato il progetto di un amico di famiglia: Majan. Majan è un brand di profumi ispirati all’Oman. Lavorando a questo progetto e viaggiando spesso per lavoro dall’Oman all’Italia, ci siamo innamorati delle preziose materie prime che si trovano nel sud della penisola araba. È così che il mondo delle fragranze ci ha stregati:

la capacità che i profumi hanno di riportare alla mente immagini, ricordi ed evocare emozioni è unica.

profumi

Cosa vi caratterizza?
Made in Italy. Lavoriamo con aziende principalmente italiane: sia la produzione dei profumi sia il loro confezionamento avvengono in Italia.
Formato tascabile. La vita post pandemia è cambiata molto rispetto a prima. Pensiamo ad esempio allo smartworking: grazie ad esso la maggior parte di noi ha la possibilità di lavorare indipendentemente dalla città dove vive. La dimensione ridotta della boccetta (15 ml) permette a chiunque di portare con sé le nostre fragranze senza avere problemi di spazio.
– La continua ricerca di materiali eco-friendly e l’accurata scelta di fornitori che hanno un occhio di riguardo nei confronti della sostenibilità. Ad esempio, uno dei nostri fornitori è Favini. Favini non solo utilizza scarti agro-industriali per produrre la carta che abbiamo scelto per realizzare il nostro packaging, ma utilizza anche energia idroelettrica nei suoi stabilimenti.

collezione

Industria del profumo e sostenibilità è, quindi, un binomio possibile?
Come tutte le industrie anche quella del profumo sta facendo passi da gigante in termini di sostenibilità. Come azienda noi crediamo sia un approccio fondamentale per il progresso dell’industria del profumo ed è per questo che siamo costantemente alla ricerca di soluzioni sostenibili.

La nostra parola d’ordine è ASAP – As Sustainable As Possible.

Se, per esempio, guardiamo alla composizione chimica delle fragranze esistono delle molecole sintetiche in grado di sostituire quelle naturali. Queste molecole vengono ricreate in laboratorio attraverso greenchemistry e whitebiotechnology. Noi abbiamo deciso di combinare sia ingredienti sintetici sia ingredienti naturali. Il nostro fornitore di essenze, Firmenich, ha dato il via a un progetto sostenibile a 360°: Naturals Together. Attraverso questa iniziativa Firmenich (e noi insieme a loro) si affida a piccoli agricoltori di tutto il mondo per coltivare ingredienti naturali e si impegna a proteggere non solo ciò che la natura ha da offrire, ma anche a migliorare i mezzi di sussistenza degli agricoltori e a promuovere la biodiversità.
Inoltre, sempre a favore della sostenibilità, abbiamo deciso di evitare l’utilizzo di un involucro in cellofan per confezionare le scatole dei profumi e di utilizzare una resina termoplastica non derivata dal petrolio (urochem) per la realizzazione dei tappi.

profumi

Quali emozioni trasformate in profumi?
Come accennato prima, i profumi sono in grado di riportare alla mente ricordi e suscitare emozioni. Ognuna delle nostre fragranze ci ricorda un momento passato della nostra vita o delle persone in particolare. Nel momento in cui una persona indossa una fragranza però “la fa sua.” Dunque, le emozioni che noi trasformiamo in profumi sono uniche e personali, per questo motivo verranno vissute in modo diverso a seconda di chi le indossa.

Mary Heidrich

Come allenate il vostro naso?
Per la creazione delle fragranze ci affidiamo a dei profumieri. Noi partecipiamo in parte al processo creativo: siamo noi a fornire delle linee guida ai profumieri che poi ci presentano varie proposte sulle quali lavorare insieme.

profumi

Parlate di processo creativo. Quali sono le vostre fonti di ispirazione?
Crediamo non esista una risposta univoca a questa domanda. Le fonti di ispirazione sono molte: dai ricordi alle persone, dalla natura all’arte, dalla scena di un film allo spezzone di un libro…

Completate:

  • Mary, Laszlo, quali sono gli odori che prediligete nella quotidianità? Mary: Profumi avvolgenti, rassicuranti ed energizzanti come, ad esempio, l’incenso, la vaniglia, l’ambra o il fico.
    Laszlo: Profumi dalle note speziate, pungenti e orientali.
  • Quale profumo vi ricorda l’infanzia?
    Mary: Il neroli (olio essenziale prodotto per distillazione dei fiori di arancio amaro, ndr). Quando ero piccola mio papà aveva un’azienda specializzata nella coltivazione e nella produzione di agrumi. Possedeva dei vasti terreni con piantagioni di limoni, arance e pompelmi. Mi ci portava spesso.
    Laszlo: Il profumo muschiato che si respira nell’aria dopo una giornata di pioggia. L’estate, da bambino, la trascorrevo in Florida, a Orlando. Lì, quella stagione dell’anno, è nota per le piogge frequenti. Il mio primo ricordo olfattivo risale proprio a quelle vacanze.
  • Quali essenze amate inserire nei vostri prodotti?
    Bergamotto e patchouli.
  • In questo momento che profumo state respirando nell’aria?
    Mary: Ambra.
    Laszlo: Una candela ai frutti di bosco.
  • Che profumo indossate?
    Mary: Archetype.
    Laszlo: Un profumo sul quale stiamo lavorando per un nuovo progetto.

Chi acquista i vostri profumi?
Uomini e donne alla ricerca di una fragranza intima da indossare. L’applicatore roll-on, infatti, rilascia la giusta quantità di profumo, rendendolo più intimo e personale rispetto a quello spray. Persone on-the-go, che desiderano portare comodamente con sé la propria fragranza senza preoccuparsi degli spazi.

Credete nell’“arredamento olfattivo”? Ogni luogo, secondo voi, oltre che esteticamente bello dovrebbe essere anche “buono e ispirazionale” dal fronte olfattivo?
Assolutamente sì. Una delle prime cose a cui si presta attenzione entrando in una casa è proprio il suo odore. Crediamo che le fragranze da interni siano dei veri e propri pezzi di arredamento, infatti per ogni stanza esistono profumazioni più adatte.

È risaputo che i profumi influenzano lo stato emotivo delle persone: rilassano, concentrano, stimolano e rievocano.

memorie

The Milano Collection è il nome della vostra avventura olfattiva. Le fragranze sono legate a pezzi di architettura milanese. Come avete collegato i “due sensi”, cioè l’olfatto e la vista? E come il profumo racconta la città?
Archetype – È la fragranza che rende omaggio alla Torre del Filarete. Tra i suoi ingredienti troviamo il rosmarino. Quest’ultimo è l’ingrediente chiave del primo profumo in Europa (fine XIV sec. circa) a base alcolica che appare in documenti scritti: Hungary Water o Spirits of Rosemary. Questa materia, prima caratteristica anche di Archetype, può essere vista come ingrediente-archetipo della profumeria, così come la Torre del Filarete e il Castello Sforzesco costituiscono le fondamenta della città di Milano.
Huile de Silence – È un bouquet di fiori bianchi ispirato a uno degli imponenti palazzi in stile Liberty che si affacciano intorno alle aiuole di Piazza Duse: Palazzo Veronesi. Se avete avuto modo di passarci durante il periodo primaverile avrete notato, al centro della piazza, dei rigogliosi cespugli di fiori bianchi capaci di inebriare l’olfatto e la vista.
Sonder – Questa parola è stata coniata da John Koenig per descrivere il senso di complicità che nasce dall’incontro con altri individui. Ispirata al Palazzo dell’Arengario e ai milioni di passanti che attraversano la sua piazza ogni giorno.
Tempo Rubato – Nella notazione musicale il termine “tempo rubato” indica la libertà espressiva e ritmica da parte dell’artista nell’esecuzione di un brano. Questo uscire dagli schemi dà vita a un’interpretazione unica e personale dell’arte stessa. La fragranza è un omaggio al Teatro dal Verme – istituzione artistica tra le più prestigiose – che simbolizza l’emblema di questo termine attraverso l’espressività emotiva in tutte le sue forme d’arte.
Vertical – Ispirato al Bosco Verticale, edificio prototipo di una nuova architettura che pone al centro il rapporto uomo-natura. È una fragranza agrumata che allo stesso tempo racchiude degli accenni verdi.

Milano

Giochiamo. Vi chiedo di descrivere, in una sola parola, le fragranze precedentemente citate:
– Archetype: Intellettuale (Mary) – Cultura (Laszlo)
– Huile de Silence: Fiori (Mary) – Delicatezza (Laszlo)
– Sonder: Sensualità (Mary) – Amore (Laszlo)
– Tempo Rubato: Libro (Mary) – Tepore (Laszlo)
– Vertical: Energia (Mary) – Estate (Laszlo)

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