21Grammi®

21grammi

21 grammi è il peso dell’anima, 21 grammi è il richiamo alla trisomia 21, 21Grammi® è il locale che nel 2016 ha aperto a Brescia inserendo persone con sindrome di Down.


A parlarci del percorso e del sistema applicato Giovanni Maggiori, uno degli ideatori del progetto e genitore di Francesca, una bambina di 10 anni con sindrome di Down (SD), e il Dott. Alessio Belleri, una laurea in Pedagogia e in Psicologia Clinica, responsabile del Progetto Formativo e sostenitore dell’approccio sistemico nell’inserimento lavorativo. Aguzzate la vista! All’interno dell’intervista ci sono anche i contributi di Gabriele, lavoratore con SD, e Micol, una tirocinante con SD.

Chi c’è alle origini di 21Grammi®? Quali gli impulsi che hanno portato alla sua fondazione?
Giovanni: All’origine del 21Grammi® ci sono le persone con la sindrome di Down e le loro famiglie riunite nell’associazione Centro Bresciano Down Onlus, persona giuridica socio fondatore della Big Bang Cooperativa Sociale Onlus insieme ad altri 8 genitori di persone con la sindrome di Down ai quali si sono aggiunte, poco dopo, ulteriori 60 famiglie. Il team che ha portato avanti l’idea economico-formativa, la creazione della rete con le istituzioni pubbliche, le fondazioni, le imprese e i sostenitori, il fundraising necessario, la gestione del cantiere di ristrutturazione, la creazione del team lavorativo, l’apertura e la gestione odierna è composto da 8 genitori e familiari di persone con sindrome di Down totalmente volontari, di cui attualmente 5 siedono nel Consiglio di Amministrazione.
L’impulso di divenire imprenditori sociali è nato dal credere nelle possibilità delle persone adulte con sindrome di Down di poter contribuire attivamente alla società e, al contempo, di poter venir riconosciuti in un ruolo sociale che passa, come per tutte le persone, giocoforza dal lavoro. Troppo spesso vedevamo persone con la sindrome di Down con competenze, abilità e autonomie, tagliate fuori dal mercato del lavoro. Volevamo costruire una opportunità di formazione lavorativa che costruisse i requisiti per permettere un futuro inserimento dei lavoratori del 21Grammi® presso altre realtà aziendali.

chef 21 grammi

Perché 21Grammi®?
Giovanni: Il primo business plan prevedeva l’apertura di un piccolo bar con angolo cucina per pause pranzo veloci il cui nome era 21 (declinabile in lettere o in numero, per creare un marchio veloce da ricordare). 21 è il richiamo alla sindrome di Down, che in medicina si definisce Trisomia 21 per la presenza di tre cromosomi anziché due nella 21esima coppia del nostro patrimonio cromosomico.
Poi, quando la Fondazione Casa di Dio – che ha trovato il nostro progetto degno di sostegno sia dal punto di vista formativo che dal punto di vista della sostenibilità economica – ci ha proposto il locale dove siamo oggi, che è piuttosto grande, abbiamo dovuto rivedere il business plan, prevedendo la creazione di un vero e proprio ristorante e di una zona forno (per pizze, focacce, biscotti da servire con le merende, le colazioni e gli aperitivi), e così abbiamo aggiunto la parola “grammi” per far percepire la presenza di un ingrediente in una ricetta che, seppur piccolo o in modica quantità, poteva rappresentare un svolta.

In cosa consiste il sistema 21Grammi®?
Dott. Belleri: L’ottica del modello “bio-psico-sociale”, presa a riferimento dall’OMS, riflette sul concetto di disabilità come funzionamento dato dall’interazione delle caratteristiche individuali della persona e del contesto in cui vive. L’inclusione lavorativa delle persone con Sindrome di Down dipende non solo dalle loro competenze e abilità, ma anche e soprattutto dalla capacità dell’azienda di sapersi organizzare con l’obiettivo di rendere assolutamente produttiva la presenza del lavoratore con disabilità intellettiva. Per favorire questo processo che rappresenta, in primis, una trasformazione culturale, è necessario pensare alle organizzazioni come sistemi complessi nei quali rivolgere pratiche formative ai clienti, ai colleghi, alla cittadinanza per favorire una rielaborazione degli stereotipi e dei pregiudizi che si portano nella relazione con i lavoratori con Sindrome di Down. 21Grammi® è, di per sé, un sistema nel quale attuare quel cambiamento pragmatico che permetta di vedere al lavoro le persone con disabilità intellettiva. I nostri clienti sono ormai abituati a consumare prodotti di qualità in un ambiente dove essere serviti da un cameriere con o senza Sindrome di Down è indifferente. Si punta piuttosto sulla qualità e sull’affinità personale che il cliente ha con il singolo lavoratore. La nostra mission è quella di trasferire il nostro modello organizzativo sostenibile ad altri contesti aziendali presenti sul territorio bresciano.

Quindi… Lavoro e disabilità: binomio possibile?
Giovanni: Il 21Grammi® è nato proprio per dimostrare sul campo che lavorare con la disabilità intellettiva è possibile. È un modo per dimostrare alla città, a tutta la Provincia, alle aziende e ai potenziali colleghi di lavoro che il binomio è possibile. Non solo, ma che il binomio è vantaggioso!
Mi spiego meglio: ricerche interessanti proprio nel campo della Responsabilità Sociale d’Impresa e di Gestione delle Risorse Umane hanno dimostrato che le aziende che sono veramente inclusive e aperte a ogni diversità (di genere, di etnia, di abilità etc.) stanno attraendo i migliori talenti, risorse umane più motivate; inoltre, tali aziende creano ambienti più aperti ai cambiamenti e quindi più pronti e resilienti verso i cambiamenti imposti dai mercati, dai gusti, dalle innovazioni tecnologiche, etc.

pane 21 grammi

Dott. Belleri: Vogliamo sdoganare il termine disabilità. È il contesto che rende la persona disabile. Pensiamo, per esempio, a una persona in carrozzina. Se nel contesto lavorativo sono presenti delle barriere architettoniche, difficilmente il lavoratore con la carrozzina potrà usufruire di tutto il potenziale aziendale per fare al meglio il proprio lavoro. È necessario introdurre nei contesti lavorativi un termine che deve tradursi in prassi concrete. Ci riferiamo alla parola ACCESSIBILITÀ. In una società moderna che valorizza la pluralità e le differenze non è più possibile pensare che le aziende organizzino spazi e procedure avendo come riferimento lo stereotipo del lavoratore “normale”. Per i manager è una grande sfida farsi carico di queste nuove competenze che, d’ora in poi, diverranno necessarie per includere lavorativamente ogni soggetto che si scosta da quella che viene percepita come la normalità. Finalmente assistiamo ad un nuovo “umanesimo professionale”, e il 21Grammi® ne rappresenta la prova concreta.

Che pregiudizi siete riusciti ad abbattere con 21Grammi®?
Giovanni: Non penso siamo riusciti ad abbattere i pregiudizi, penso piuttosto che stiamo ancora facendolo e continueremo a farlo. Talvolta il pregiudizio non è negativo di per sé, in fondo vuol dire dare un giudizio prima. L’importante, piuttosto, è far capire che la conoscenza porta a cambiare questo pre-giudizio, a modificarlo, e che le persone sono sempre in evoluzione. La persona con disabilità ha il bisogno di essere riconosciuta come persona in quanto tale, di essere guardata negli occhi quando le si parla, di parlare con lei e non con chi le sta a fianco per supportarla. Non ha bisogno di essere compatita, ha bisogno ovviamente di aiuto nel superare alcune difficoltà che spesso sono create dalla stessa società che si è sviluppata a misura delle persone che non hanno disabilità.
Oggi i clienti non hanno più remore a far osservare alcune mancanze ai nostri camerieri con sindrome di Down (per esempio a chiedere l’olio se non è stato servito con l’insalata) e questo aiuta la relazione paritaria: il cliente non si sente a disagio, perché ottiene quello per cui si è seduto, e il cameriere aumenta la sua professionalità acquisendo l’esperienza.

Sabato 27 febbraio 2016: apre 21Grammi®.
Lunedì 24 dicembre 2018: siamo qui a parlarne.
Cosa è successo in questo tempo? Come si evolverà il progetto?
Giovanni: In questo momento abbiamo 11 dipendenti, di cui 4 con la sindrome di Down, e dovremmo riuscire a chiudere il terzo esercizio raggiungendo il sospirato punto di pareggio economico. Inoltre, dopo i primi mesi di assestamento necessari, abbiamo introdotto nel progetto la parte di Hub Formativo per persone con sindrome di Down che fossero in carico ai servizi sociali di riferimento, offrendo loro l’opportunità di sperimentare percorsi formativi per accrescere le autonomie personali, le capacità relazionali, etc.
Siamo anche molto soddisfatti di poter annunciare che all’inizio di gennaio 2019 Alessandro, dipendente dal 23 febbraio del 2016 del 21Grammi®, sarà assunto dalla Farmacia Bodini di Borgosatollo (Bs) con mansioni riguardanti la gestione degli ordini online e delle spedizioni del reparto “Parafarmacia”. Proprio in questi giorni stiamo iniziando le fasi di messa in pratica del progetto di inserimento nel nuovo lavoro. Questo era uno degli obiettivi di medio periodo del 21Grammi®: formare gli adulti con sindrome di Down, creare la cultura inclusiva nelle aziende, e accompagnare queste persone nell’inserimento lavorativo presso altre aziende, supportando queste ultimi nell’inserimento, nel cambiamento necessario, nel sostegno ai colleghi. Questo permetterà ad altre persone con sindrome di Down di poter sperimentare il lavoro in tutti i suoi aspetti.

Come si sentono i ragazzi che lì lavorano? Come si approcciano con la gente, quali emozioni provano?
Dott. Belleri: Ho svolto due interviste a un lavoratore con SD, Gabriele, e a una tirocinante con SD, Micol.
Gabriele: Il lavoro mi ha permesso di sentirmi più adulto, di sviluppare le mie competenze e le mie abilità, soprattutto lavorative. Mi è sempre piaciuto stare in mezzo alla gente e il lavoro nell’ambito della ristorazione mi ha permesso di approfondire questa mia passione. Non nascondo che avere uno stipendio mi ha permesso anche di avere dei soldi in più che utilizzo per comprarmi vestiti e scarpe e per fare qualche viaggetto. Ora partecipo anche a un progetto che mi sta allenando a vivere con maggiore autonomia in un appartamento situato nel quartiere di Mompiano, zona nord di Brescia. Condivido la casa per due settimane insieme ad Anna, Edoardo e Lorenzo. Sono un uomo fortunato. La relazione con i clienti è molto importante per me. Io li coccolo con un bel sorriso e mi ricordo cosa prendono, così dico “il solito?” e loro si sentono a casa. All’inizio non è stato facile. Tante persone venivano al locale per vedere se eravamo capaci di lavorare. Ma con il tempo abbiamo imparato a dare il meglio di noi grazie ai nostri educatori e ai colleghi che ci supportano. Anche io però spesso supporto loro!
Micol: Un’ora e cinquanta è il tempo che dura il mio viaggio di andata e un’altra ora e cinquanta il ritorno. Sono felice del mio tirocinio e anche se è faticoso passare così tanto tempo in treno, lo rifarei tutti i giorni… Qui ho imparato ad affrontare la relazione con i clienti che spesso vogliono molte variazioni del menù. Pensate solo al caffè che ha tante variazioni: liscio, macchiato, freddo, caldo… Devi fare molta attenzione, ma io difficilmente sbaglio! È bello poter lavorare, ti fa sentire grande.

Micol 21 grammi

Esistono ulteriori esempi virtuosi in quest’ambito?
Giovanni: Sì, esistono altri esempi in Italia che stanno lavorando in questo senso: Locanda alla Mano di Milano, L’albergo etico di Asti (e ora uno appena aperto a Roma), il Social Bateau Ca’ Moro a Livorno, Pizzeria dei Girasoli a Roma, un ristorante in Friuli Venezia Giulia di cui non ricordo il nome (spero mi scuseranno), e spero presto tante altre. La speranza futura è che non si debbano creare aziende dal nulla che abbiano come obiettivi sia la sostenibilità economica che l’efficacia degli inserimenti lavorativi di persone svantaggiate in genere, ma che questa cultura si diffonda in tutte le aziende. Si deve passare dal mero concetto dell’obbligo al concetto del vantaggio competitivo.

Non dimentichiamo che 21Grammi® è pur sempre un locale. La vostra specialità?
Giovanni: Il nostro Chef Alessandro Ferrera, il suo aiuto Mirko Fiore e tutto lo staff della cucina sono molto bravi e apprezzati dai clienti per come trattano e rispettano le materie prime impiegate, in particolar modo il pesce e i primi piatti. Diciamo che abbiamo puntato fin dall’inizio su una cucina con qualità elevata, che potesse dare al cliente un servizio accogliente in un ambiente bello (e uso appositamente questo termine per sottolineare la volontà di aver sovvertito l’idea del sociale come dimesso, un po’ triste, se volete anche un po’ “sfigato”, che serpeggiava nella testa di molti). Vogliamo che i clienti tornino e portino gli amici perché si mangia bene, l’ambiente è accogliente, luminoso, rilassante, al di là del mero aspetto sociale.

Il vostro cliente tipo?
Giovanni: La clientela è eterogenea. Va dai professionisti e dagli impiegati aziendali che lavorano nella zona sud ovest della città (architetti, avvocati, commercialisti, agenti, etc.) che hanno trovato una pausa pranzo con cucina espressa di qualità, agli abitanti del quartiere per una colazione gustosa, dalle famiglie con bambini che hanno trovato un posto aperto a tutti, accessibile a tutte le disabilità, ai gruppi di giovani o ai gruppi di amici di ogni estrazione sociale ed età per l’aperitivo e la cena.

Cosa rappresenta 21Grammi® per i vostri ragazzi?
Dott. Belleri: Vorrei fare una provocazione: cosa rappresenta per i nostri dipendenti 21Grammi®? E per le persone con le quali collaboriamo? E per i nostri clienti? Spesso serpeggia lo stereotipo per il quale a beneficiare di questo progetto sociale siano esclusivamente le persone con SD. In realtà il progetto è maggiormente pensato, studiato, scritto per quelli che i molti chiamano “normali”. Abbiamo l’ambizione di mostrare come un ambiente accessibile sia di gran lunga più produttivo di quei contesti preclusi ai molti: vi basti pensare a come la relazione con le persone con SD ha cambiato la vita dei nostri dipendenti e dei nostri clienti, rendendola migliore. Il 21Grammi® dà la possibilità di riflettere e praticare l’inclusione, quella vera, quella che costa ore e ore di studio, di impegno, di grande fatica per tutti. Il risultato più ambizioso che abbiamo perseguito risiede nello sguardo dei nostri clienti. Uno sguardo che riconosce Gabriele, Micol, Edoardo nel loro essere uomini e donne al lavoro, indipendentemente dalla SD. Ecco… Questo sguardo illuminato ci ripaga delle tante fatiche che sosteniamo ogni giorno.

cameriere 21 grammi

Visto che è la vigilia di Natale, che augurio volete fare ai lettori di Capolettera?
Giovanni: Auguro un Buon Natale a tutti i lettori di Capolettera e spero che il 2019 sia un Anno Inclusivo e ove si pongano le basi future dell’inclusione sociale in tutti i suoi aspetti.

21Grammi® nei social:
https://www.facebook.com/ventunogrammibrescia/

3 thoughts on “21Grammi®

  1. Complimenti sono la responsabile di un progetto similare al vostro Si chiama “Locanda dal Barba “si trova a Villa Lagarina provincia di Trento

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