Mani in Pasta

Mani in pasta foto profilo

Architette non convinte della classica carriera professionale da manuale. Elisa e Valentina, fin dal primo giorno in cui si sono conosciute, sapevano che avrebbero “progettato” qualcosa di bello insieme, un progetto culturale che rispecchiasse loro stesse, le loro passioni e una loro priorità:

divulgare e comunicare il patrimonio immateriale della gastronomia in modo nuovo, fresco, giovane e creativo.

Nasce così Mani in Pasta, un progetto di food design dove si fondono tradizione culinaria e creatività contemporanea. “Food is Culture” può essere definito il loro mantra quotidiano.

Elisa / Valentina / Mani in pasta. Tre parole per descrivere ciascun soggetto:
manualità / fantasia / creatività

Nell’intervista a Freeda dite “Essere amiche, cucinare e lavorare assieme è un privilegio”. Ok, ma dove è più difficile la convivenza? Nell’amicizia, in cucina o nel lavoro?
Nel nostro caso (ci riteniamo molto molto fortunate) la convivenza funziona e fluisce bene in tutti gli ambiti. Sicuramente nei momenti di maggior stress risulta complicato tenere separata la sfera lavorativa da quella dell’amicizia ma siamo molto brave: quando succede, ce ne accorgiamo subito e ci concentriamo sull’amicizia che resta sempre la nostra priorità e il nostro vero punto fermo. In cucina invece possiamo dire che si risolve sempre tutto, è quasi un anti stress per noi. Mentre cuciniamo riusciamo a rilassarci e a mettere in standby qualsiasi preoccupazione.

Però diciamocelo… c’è un po’ di architettura (qualche influsso del passato) nel vostro attuale progetto? Dove?
Certo e non potrebbe essere altrimenti. Tutto è progetto, una casa, una ricetta e una campagna marketing. La nostra forma mentis di architette torna ed è presente in qualsiasi prodotto/evento Mani in Pasta: dalla gestione di un evento, alla scelta di una location; dalla realizzazione di una ricetta alla comunicazione grafica di un prodotto. La scelta di organizzare food experience itineranti sempre in spazi differenti della città di Lisbona (e non solo) vuole essere un’azione di agopuntura urbana che miri a rivalutare quartieri “complicati, critici” e a far vivere un’esperienza gastronomica al nostro pubblico in spazi non convenzionali e non per forza associati al mondo “food”. Ecco, in questo aspetto particolare viene fuori tutto il nostro spirito architettonico e, più specificamente, urbanistico.

Mani in pasta. Come le usate, concretamente, le mani? Per fare cosa?
Le nostre mani sono l’ingrediente principale del nostro progetto. Le usiamo tutti i giorni e sempre in modo diverso. Sono la nostra specialità, ciò che rende unici i nostri pezzi di design e le nostre ricette. Nessun piatto e nessuna stampa sono mai uguali a quella precedente. Tornare a esercitare la manualità e divulgare l’importanza del “saper fare” e del “fatto a mano” italiano è la nostra missione più importante e che, non a caso, dà il nome al nostro progetto.

Completate:
Chi è più brava e creativa nei giochi di parole “enogastronomici” che stampate sui prodotti “Dimmi Cosa Mangi e Ti Dirò Chi Sei”? Valentina.
Chi è più brava in cucina? Entrambe.
Chi ha più abilità manuale? Elisa.

Mani in Pasta figura intera

Slow food, ma anche slow work. Possiamo definirlo così il vostro lavoro? Quella lentezza del fatto a mano e dell’originalità dell’artigianalità?
Esattamente, stampato a mano lentamente, lettera per lettera è lo slogan che meglio può raccontare il concetto del nostro fare food design. Potremmo definirlo Slow Food Design. Abbiamo scelto di tornare alle origini della grammatica e della tipografia manuale: un alfabeto di timbri di legno per comporre e stampare tutte le infinite espressioni gastronomiche che vogliamo tenere vive nella memoria. Non solo tradizione gastronomica ma anche creatività contemporanea. Volevamo che i proverbi antichi si collegassero alle nuove tecnologie, per questo abbiamo realizzato il nostro alfabeto di timbri presso il Fablab di lisbona. Con un laser cutter e una milling machine abbiamo disegnato e realizzato il nostro principale strumento di lavoro 100% analogico. Ci piace definire il nostro lavoro come un artigianato contemporaneo, un design della parola.

Ci sono pure temporary shop e convivio nei vostri progetti. In cosa consistono? Quali potenzialità ci vedete?
Sì, temporary shop e convivio sono due componenti importanti e ricorrenti del progetto Mani in Pasta. Il concetto di temporary e pop up lo troviamo molto interessante: risulta essere agile e flessibile in un’economia attuale che invece appare molto rigida e spietata per chi come noi è un progetto giovane e totalmente autoprodotto e autofinanziato in fase di start up. Ci piace l’aver tradotto una criticità iniziale (non avere una sede fissa) in una potenzialità (l’essere itineranti e reinventare ogni volta un concept ad hoc in base alla location differente). Nel convivio risiede un altro concetto basilare del nostro progetto: condividere un piatto, trasmettere i segreti e i passaggi di una ricetta, raccontarsi proverbi e modi di dire della tradizione culinaria popolare pensiamo sia un momento importantissimo di scambio e crescita personale, sociale e culturale quindi antropologica.

Vivete e lavorate a Lisbona. Perché la scelta di questa città?
Entrambe siamo arrivate a Lisbona per motivi professionali: abbiamo vinto una borsa di studio europea per lavorare in uno studio di architettura. Entrambe siamo rimaste per questioni di cuore: a Lisbona ci siamo sentite subito a casa e siamo finite per innamorarci della città come posto in cui vivere.

Cosa vi manca dell’Italia?
Dell’italia ci manca la freschezza e la facile reperibilità di prodotti speciali (e al tempo stesso essenziali per noi) come il parmigiano e la mozzarella. Abbiamo una grande nostalgia anche dei carciofi, che in portogallo invece risultano essere quasi un prodotto “esotico”, quindi raro e molto caro.

L’ironia (che si evince nei vostri prodotti) salverà il mondo?
Speriamo vivamente di sì! Sarebbe una cosa bellissima. Le parole sono importanti e hanno un grande potere nel mondo. “Parla Come Mangi” potrebbe davvero aiutarci a fare un passo indietro e tornare a valutare quali sono i concetti e i principi essenziali, le vere ricchezze immateriali da non perdere per nessun motivo al mondo.

Come si evolverà Mani in Pasta? Cosa intravedete nel futuro di questo progetto?
Bollono in pentole tante idee, non riusciamo a star ferme un attimo. Progetteremo e lanceremo nuovi prodotti: una linea di design per bambini, una borsa interattiva su cui/con cui fare il pic nic, una nuova didattica creativa dell’italiano da svolgere nelle scuole primarie.

Completate:
Frase enogastronomica preferita? TETTE BISCOTTATE.
Prodotto preferito su cui stamparla? T-Shirt.
Piatto preferito di Elisa cucinato da Valentina? Cavatelli con sugo di ventricina.
Piatto preferito di Valentina cucinato da Elisa? Peperonata.
Piatto simbolo della vostra infanzia? Pane olio e pomodoro per Valentina. Gnocchi al ragù della nonna per Elisa.

Mani in Pasta prodotti

È sera, finite tardi al lavoro. Qualcuna si mette ai fornelli o via di take-away? In qualsiasi caso, cosa preparate / ordinate?
Passiamo nella pizzeria di amici napoletani e ordiniamo due classiconi: una margherita con bufala per Elisa, una marinara per Valentina. E soprattutto, facciamo due chiacchiere con gli amici intorno ad un tavolo.

Mentre cucinate cosa sorseggiate?
Vino bianco o birrette, dipende da cosa stiamo cucinando e da quanto caldo c’è fuori. Da qui viene anche uno dei nostri best seller: STASERA BIRRETTE.

Quale ingrediente non manca mai nella vostra dispensa / frigo / congelatore? E quale non manca mai nel vostro laboratorio di food design?
Nella nostra dispensa non può mancare mai l’olio extra vergine d’oliva (ADAMO & EVO) che noi consideriamo l’oro verde, l’ingrediente basico e fondamentale per una cucina mediterranea di qualità. Nel nostro laboratorio di food design, il nostro ingrediente principale é davvero la fantasia e un’ironia a tratti disarmante ma mai volgare. Senza i nostri giochi di parole e doppi sensi non potremmo essere “Mani in Pasta” e non potremmo lanciare con la giusta leggerezza dei messaggi in cui noi crediamo fermamente.

Sogno proibito: vorrei che mi portasse la colazione a letto lo chef…
Rubio.

Un saluto “food” ai lettori.
SALUMI E BACI da Lisbona.

 

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